Il buono, il brutto e Instagram

Il buono, il brutto e Instagram

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Quando mi sono iscritto a Instagram nel 2012 il social fotografico per eccellenza era agli albori. Non si sapeva ancora cosa potesse diventare e come poterlo usare al meglio.

L’app inventata nel 2010 da Kevin Systrom e Mike Krieger aveva appena fatto il “botto” come si dice da queste parti, facendosi acquisire da Facebook per appena un miliardo di dollari.

All’inizio pensavo che fosse una piattaforma come il social network più famoso, un luogo virtuale dove poter caricare qualsiasi genere di foto e commentare e divertirsi con gli amici e infatti i primi post orribili lo dimostrano.

Fotografie di qualsiasi genere, sfocate, piene di filtri e impiastricciate. Insomma per il primo anno, posso ammetterlo di aver caricato l’inverosimile, senza un senso logico, senza sapere cosa fosse veramente Instagram.

Poi piano piano, con le persone che iniziavano a affluire su questo nuovo social ho iniziato a capire cosa prendere del buono e cosa lasciare del cattivo.

Il buono di Instagram

Il buono di questo social è il potersi confrontare con altre realtà sparse nel mondo, scoprire nuovi luoghi dove andare a fotografare, conoscere nuovi modi di fotografare e di conseguenza migliorarsi.

Esporre le proprie foto è gratificante. Ammettiamolo, oltre a scattare fotografie per i nostri ricordi, lo facciamo anche per esporle e insieme a loro, esporre il nostro ego. Insomma ci piace se qualcuno ci dice: “complimenti fai belle fotografie”.

Ognuno di noi in fondo è un po’ Narciso. Ci piace pavoneggiarci e gonfiare il petto, in fondo ce lo meritiamo e ci fa anche bene.

Quale migliore vetrina se non un social network con le oltre 22 milioni di utenti attivi?

Quando ho iniziato a capire la potenzialità di questo social ho iniziato anche a seguire varie persone e tra questi anche dei maestri della fotografia mondiale, si perché dopo il primo scetticismo, anche i più grandi sono approdati sul social.

Guardando alcuni profili ho iniziato a cercare di capire quale tecniche utilizzassero, cosa volevano raccontare e perché. Seguendo, facendomi ispirare e dialogando, perché instagram sembra un social particolare, se chiedi spesso ti rispondono, mi sono reso conto che i miei scatti sono migliorati.

Quindi cosa possiamo prendere di buono da Instagram?

  • La possibilità di scoprire nuovi luoghi
  • La possibilità di apprendere nuove tecniche
  • La possibilità di confrontarci apertamente

In poche parole possiamo prendere le possibilità che il social ci mette a disposizione.

Il brutto di Instagram

Il brutto di Instagram potrebbe essere quello di uniformarci a tutti gli altri, entrare a far parte di quelle foto scattate in serie per ottenere i tanti famigerati cuoricini.

Su questo social ci sono i periodi delle mode fotografiche. Un paio di anni fa si vedevano sfere di cristallo ovunque, poi arrivò il barattolo di vetro pieno di lucine a led, poi ancora la ragazza che tiene per mano il fotografo mentre guarda l’orizzonte. Insomma una serie di foto scattate in serie solo per ottenere il consenso dei follower.

Si potrebbe rischiare di effettuare una corsa al like, quando ne riceviamo 100 speriamo che possano arrivare altri 100 e poi altri cento ancora e questo potrebbe snaturare il nostro io fotografico.

Questa corsa ai numeri potrebbe snaturare il modo di scattare fotografia e il nostro profilo instagram potrebbe non rappresentarci più.

Quindi cosa non prendere di cattivo da Instagram?

  • Sicuramente la mania per i like
  • Sicuramente la mania per i follower
  • Sicuramente il conformarsi alla massa

In poche parole avere il coraggio di non correre dietro ai numeri ma di scattare come solo noi sappiamo fare, interpretare il soggetto attraverso i nostri occhi, raccontando quello che volevamo veramente.

Il coraggio di non voler diventare “influencer” fotografici ma esporre le nostre fatiche, i nostri racconti e le nostre sensazioni.

Il coraggio di vivere Instagram come una piazza virtuale dove scambiare due chiacchiere su quello che più ci piace fare; fotografare!