Francesco Olivieri

Francesco Olivieri

Francesco, come tutti in associazione, non è un fotografo professionista, ma uno che nella fotografia ci mette passione. Lo conosco da molti anni e proprio grazie alla fotografia, abbiamo condiviso molte uscite fotografiche mattutine e notturne.

Conoscendo un po’ la sua storia, ho chiesto a Francesco che cosa lo avesse avvicinato alla fotografia e con sorpresa mi ha confessato che si è avvicinato alla magia della fotografia, attraverso delle vicissitudini legate tra loro. Dei segni che con gli anni e con la maturità sono venuti fuori.

Il papà aveva sempre avuto la passione della fotografia e molte volte aveva provato a coinvolgere Francesco che invece preferiva il pallone alla pellicola. Quando il papà poi venne a mancare, Francesco decise di provare un corso di fotografia analogica.

Il suo maestro, Adriano Gasparini Gomes, un italo brasiliano dedito solamente alla pellicola e alla camera oscura, al termine del corso, gli regala una vecchia macchina fotografica che aveva chiuso in un cassetto e gli chiede di fare tanta pratica. La macchinetta era una fujica stx 1 n, la stessa che aveva il papà.

Ci credi, non ci credi, ma alle volte il caso, il fato, il destino, chiamatelo come volete, sa veramente come farti venire i brividi.

Quella magia del rumore del rullino quando viene caricato dal meccanismo della macchinetta, il click, il rumore dell’otturatore che si apre e chiude a secondo dei tempi che si scelgono, hanno fatto innamorare definitivamente Francesco della fotografia.

Fotografare con lo smartphone

Fotografia che per Francesco si può e si deve scattare con le macchinette. Per lui il telefono serve solamente a telefonare. È un inguaribile romantico, fedele solamente alla macchina fotografica. È passato dalla pellicola al digitale, ma il fatto che si possa scattare con lo smartphone proprio non gli va giù, si perde, sempre secondo lui, quel fascino romantico che una macchina può trasmettere.

A differenza sua, io sono un fautore dello scatto da telefono, non mi dispiace, anzi! Però capisco il pensiero di Francesco. Il mettersi qualcosa davanti al viso, guardare dentro un mirino per inquadrare quello che abbiamo già in mente, ha il suo fascino particolare.

Il telefono smembra un po’ questo momento magico. Sarà un mio impegno personale fargli cambiare idea. Scherzo! Però quando ho conosciuto Francesco, lui scattava solamente in bianco e nero, era un suo pallino e lo ha portato avanti per molti anni, però poi ha cominciato anche ad amare i colori e chissà se un giorno, non dico possa amare, ma piacergli anche po’ la fotocamera del suo smartphone.

Questa potrebbe essere un’ossessione, ma per Francesco tra ossessione e passione il fio è molto sottile. Quando si entra in un mondo, in qualsiasi mondo che ti piace, è difficile poi distinguere dove è il limite. Se ti piace la fotografia, la pesca o andare in bicicletta, lo fai perché appunto ti piace e non vorresti poi uscirne più.

Il bianco e nero

Ma la grande ossessione di Francesco all’inizio del suo cammino in fotografia era il bianco e nero. Fotografava solamente ed esclusivamente in bianco e nero, discriminando tutti gli altri generi fotografici. Poi con gli anni, leggendo libri, frequentando corsi e nuove amicizie, si è accorto che la fotografia è veramente magia, che ci sono altri generi e che esistono anche i colori.

Sempre grazie al primo incontro fotografico con il suo maestro, Francesco è stato invitato a seguire, leggere e visionare video di alcuni maestri della fotografia come Ferdinando Scianna, Gabriele Basilico, Franco Fontana, Gianni Berengo Gardin ma soprattutto Mimmo Jodice. Viene letteralmente rapito dai sui scatti alle sculture che sembrano vive.

La post-produzione

Francesco ha frequentato dei corsi di post-produzione per Lightroom e Camera Raw, alcuni anche con Giovanna Griffo, fotografa professionista con alle spalle molta esperienza e con un curriculum non indifferente.

Per molti la post-produzione è l’antitesi della fotografia, il nemico numero uno della macchina fotografica. Secondo me una balla enorme, anzi. Ho sempre sostenuto che possa aiutare anche a capire lo scatto prima di effettuarlo. Francesco me ne da conferma. La post-produzione si divide in due categorie, quella correttiva e quella creativa.

Quella correttiva serve a sistemare quello che ha visto l’occhio umano e non la macchina, perché potrai avere qualsiasi tipo di macchina fotografica, ma la gamma cromatica che ha un occhio, non l’avrà mai nessuna macchina fotografica e con il passare del tempo e la pratica, servirà anche a recuperare alcune zone che la reflex non vede ma l’occhio umano sì.

E poi parliamoci chiaro, la post-produzione è stata favorita sicuramente dal digitale, ma già si faceva in camera oscura da molti anni. Sicuramente con più difficoltà e forse con più maestria, ma si faceva.

Francesco mi suggerisce anche di seguire Matteo Bertetto e Luca Mussi, due fotografi con due canali Youtube davvero eccellenti.

Fotografando a casa

Essendo come Francesco, uno che ama camminare e fotografare, quando ci siamo ritrovati chiusi in casa, costretti a non uscire, è stato un trauma non potermi sfogare a riprodurre qualche foto. Lo stesso è stato per lui. Ho chiesto se avesse fotografato in casa e se questo gli avesse modificato il modo di scattare.

La risposta è stata ovviamente si. Il fatto di fotografare un ambiente familiare ha fatto uscire qualcosa di intimo, di strettamente personale. Franco Fontana in uno dei suoi esercizi che fa fare ai suoi allievi, chiede di fotografare l’ambiente in cui vivono.

È un esercizio difficilissimo da fare. Siamo abituati a guardare l’habitat familiare senza dar peso ad alcuni particolari e ambienti.

Forse perché stai fotografando te stesso, dei ricordi che non potrebbero trasmettere nulla a chi guarderà la foto oppure passare un messaggio talmente intimo da farti aprire a chi non ti conosce.

Alcuni scatti di Francesco

Daniele Trombetti

Figlio di fotografo tradizionalista che brontola sempre: Con il digitale puoi scattare quante foto vuoi. Con la pellicola devi scattare la foto!

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Mario Giacomelli

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