Come insegnare ai bambini le meraviglie della fotografia

Come insegnare ai bambini le meraviglie della fotografia

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I bambini hanno una purezza immensa nel loro sguardo che da adulti tendiamo a perdere. Insegnare a fotografare ai bambini è un modo per allenarli a non perdere il modo originale di osservare le cose.

Esercitare la creatività di un bambino attraverso la fotografia è originale e sicuramente non noioso, a patto che le lezioni di fotografia non siano monotone e piene zeppe di tecnicismi.

La parola d’ordine per insegnare la fotografia ai bambini è sicuramente “semplificare”, rendere semplice l’arte di immortalare l’attimo.

Prima di spiegare la tecnica e riempire la loro mente di numeri, tempi e pose, si può iniziare a spiegare come tenere correttamente una macchina fotografica, magari mostrando esempi di foto errate e foto corrette, con orizzonti dritti e storti.

Spesso si vedono anche adulti tenere la macchinetta fotografica in maniera errata e da una posizione errata possono nascere solamente foto errate, quindi spiegarlo come primo passo è come costruire fondamenta solide per un palazzo che reggerà in eterno.

Dopo le basi, personalmente credo che il primo passo da spiegare ai bambini che si avvicinano alla fotografia, sia quello della composizione, dell’importanza dei soggetti, di riempire l’inquadratura e del perché mettere il soggetto in un determinato punto, cioè spiegare la tanto bramata “regola dei terzi”.

Fare pratica è il miglior modo per imparare a fotografare

I concetti più importanti della fotografia sono universalmente noti come “Riempire la cornice” e ” Regola dei terzi“. In teoria, è possibile combinare queste due idee in una singola sessione, ma ancora una volta mantenendo il concetto di “semplificare”, è meglio spiegarli separatamente.

Iniziamo a spiegare che il soggetto deve riempi il fotogramma per eliminare le distrazioni. L’ho spiegato portando come esempio la tv, il telefono e i compiti a casa.

Se cerco di studiare con il televisore acceso e il telefono accanto che continua a vibrare, non riuscirei a studiare. Lasciando solamente il libro sul tavolo, lo sguardo e la mente sarebbero impegnati solamente a studiare e il voto sarà sicuramente ottimo.

Una volta che il bambino ha capito che il soggetto deve riempire la cornice, possiamo spiegarli che si possono inserire anche altri elementi a supporto della foto. Si può studiare anche con il telefono vicino, basta che questo venga utilizzato per fare delle ricerche su internet a supporto dello studio.

Quando ho dato una macchina fotografica in mano a mio figlio, lui mi ha chiesto cosa potesse fotografare. Gli ho risposto che poteva fotografare tutto ciò che attirasse la sua attenzione e lui ha iniziato a scattare al panorama che avevamo d’avanti.

Quando abbiamo rivisto le foto sul computer, lui stesso ha detto che non era come lo vedevano i suoi occhi, che c’era qualche cosa che dava fastidio.

Riempire l’inquadratura ed eliminare distrazioni

Quindi il concetto di riempire l’inquadratura e la regola dei terzi, anche se non si conoscono, sono già intrinseche nell’essere umano, devono essere solamente spiegate con poche parole e tanti esempi e poi fatte applicare.

Dopo aver spiegato quelle due semplici regole base, per stimolare la loro fantasia, bisogna farli giocare con la prospettiva, farli avvicinare e allontanare dal soggetto, farli girare intorno al soggetto, sperimentando varie inquadrature.

Se fate compiere questo esercizio fotografico a due bambini contemporaneamente, ognuno di loro avrà un modo diverso di scattare fotografie. Ognuno di loro fotograferà il soggetto in modo diverso, con una visione particolare.

Altra cosa da spiegare e soprattutto far provare, è quello di controllare cosa c’è sullo sfondo della fotografia che stanno per scattare. Si deve far capire che la troppa confusione sullo sfondo può distogliere lo sguardo dal soggetto principale anche se messo nel punto giusto.

Ho spiegato questa cosa portando l’esempio di una classe rumorosa, dove molti bambini fanno confusione e uno soltanto, seduto nell’ultimo banco è attento alla lezione. Se c’è troppa confusione questo alunno attento verrà distratto e non capirà la lezione.

Se gli altri bambini non smettono di parlare, l’unica soluzione è cambiare banco (inquadratura), avvicinarsi alla maestra per sentirla meglio.

Una volta appreso le basi della fotografia, dobbiamo far sperimentare i bambini con la macchina fotografica e controllare insieme, senza mai giudicare ma guidare, i loro scatti.

Dopo che i bambini avranno preso coscienza che sono dei fotografi in erba, possiamo iniziare a spiegare le impostazioni della macchinetta fotografica, come l’esposizione, l’otturatore e l’ISO.

Come spiego a mio figlio questi tre parametri?

Prima di tutto spiego che la macchinetta fotografica ha una funzione automatica e che quindi, se lascio decidere a lei, la foto verrà sicuramente bene, ma non come volevo io.

È come se qualcuno mi guidasse mentre io ho gli occhi chiusi, mi devo fidare ciecamente della persona, ma magari non mi porta dove avrei voluto veramente andare.

Per chiarire meglio le impostazioni manuali, spiegherei che esiste un triangolo equilatero, con i lati che si chiamano: apertura, velocità dell’otturatore e ISO e che lavorando insieme, forniscono la migliore luce al cervello (il sensore della fotocamera) per registrare correttamente ciò che si vede.

La giusta combinazione di questi 3 componenti serve ad avere un’esposizione perfetta, cioè un’immagine nitida, ben visibile.

Se uno di questi lati sarà diverso dagli altri, potremmo avere delle foto troppo buie o troppo chiare.

Ad esempio, se siamo in una stanza e apriamo tutta la tapparella della finestra, entrerà molta luce che ci darà fastidio (sovraesposizione). Per ovviare a questa situazione possiamo fare tre cose: abbassare leggermente la tapparella (diaframma), montare una tenda di colore scuro (ISO bassi) o essere velocissimi ad abbassare la tapparella (tempo di esposizione).

Con la tenda di colore scuro e la tapparella quasi completamente abbassata, avremo una situazione di foto troppo scura (sottoesposizione).

Per risolvere questo problema possiamo o aprire la tapparella (diaframma), montare una tenda più leggera che lasci passare più luce (ISO alti), oppure impiegare molto tempo a chiudere completamente la tapparella (tempo di esposizione).

Sapere che situazioni diverse necessitano di impostazioni diverse è una lezione importante per i bambini, li aiuta a diventare più consapevoli non solo del soggetto, ma anche della luce, la distanza focale e il movimento del soggetto che possono avere un impatto importante sulla riuscita di una fotografia.

Scatta tante foto per scattarne poche in futuro

Quando mio padre mi insegnò a scattare fotografie, la prima cosa che mi disse fu: scatta poche fotografie perché i rullini costano molto.

Oggi questa cosa per fortuna può essere dimenticata grazie al digitale e si possono far scattare tante immagini e poi vederle insieme per capire quali sono quelle corrette e quelle da migliorare. Non da scartare, ma migliorare. Incoraggiamo il bambino ad amare la fotografia.

Far esercitare tanto i bambini a scattare e poi selezionare le foto, commentandole, è un buon compito che porterà sicuramente a scattare poche foto da grandi.

Si apprenderà sicuramente ad anticipare la visualizzazione prima di premere il pulsante per scattare. Se scattare fotografie ai bambini è difficile, insegnare ai bambini a fotografare non è facile, molto dipende dalla loro età, dalla loro curiosità e dalla vostra pazienza.

Far familiarizzare un bambino con la macchinetta fotografica è il primo passo per accendere la loro curiosità, starà a voi poi, mantenere acceso l’entusiasmo.